lunedì 23 ottobre 2017
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Orti in città

orti-in-cittaIl progetto, pensato ed elaborato dalla P.A. Humanitas in strettissima sinergia con il Comitato Unitario Invalidi (Cui) – i Ragazzi del Sole, consiste nella realizzazione di un orto negli spazi davanti a Villa Doney a Scandicci. Oltre cinquemila metri quadrati dove persone diversamente abili saranno impiegate per coltivate verdure, erbe aroma­tiche e ortaggi.

L’orto ospiterà anche attività culturali, di ristorazione e ricreative. Avrà un’area palustre dove far crescere il vinco, materia prima per l’intreccio di cesti, un’area per gli alberi da frutto e la “macchina dell’acqua” che tornerà ad essere utilizzabile.

Tutto sarà coltivato in modo biologico seguendo la stagionalità dei prodotti. Tra le idee in itinere anche la realizzazione di un micro-birrificio artigianale e di un Mercato della Terra. «La gratificazione maggiore che mi regala questo progetto – confessa Cati Sani del Direttivo Cui – è soprattutto di tipo emotivo e personale. Vedere il terreno com’era prima e vederlo adesso, dopo il nostro lavoro, è veramente emozionante. Ammirarlo nella sua trasformazione e nelle potenzialità che esprime significa tanto per tutti noi. Per tutte le persone che ci stanno lavorando. Significa soprattutto orgoglio, perché pensiamo che ragazze e ragazzi di Scandicci che vivono in una condizione di disabilità e svantaggio, possano finalmente trovare una concreta collocazione lavorativa. È un progetto ambizioso che inizia già a dare i primi risultati. Il terreno di Villa Doney, ad esempio, prima era abbandonato all’incuria e al degrado. Insieme alla P.A. Humanitas e al presidio Slow Food, abbiamo deciso di unire le forze e recuperare l’intera area per destinarla alla realizzazione di orti urbani, dove saranno impiegati ragazzi disabili per concretizzare una produzione agricola.

Il progetto è attivo dalla scorsa primavera. In questo anno ci siamo dedicati alla pulizia e al ripristino del terreno, a partire dalla bonifica dei rifiuti incivilmente abbandonati. Ora ci stiamo dedicando alla messa in sicurezza del pozzo, alla lottizzazione del terreno e all’individuazione delle colture da seminare. Quando il progetto sarà finalmente a regime, potranno essere impiegati diversi ragazzi».