martedì 22 agosto 2017
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La storia dell’associazione

IMG_4703BLE ORIGINI

È il 1897 quando nel Comune di Casellina e Torri nasce la “Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas”. Tale Comune (che prenderà il nome di Scandicci solo nel 1929) è all’epoca un insieme di piccoli centri e borghi di campagna. Il territorio comunale si snoda infatti fra pianura e collina, in piccole frazioni i cui collegamenti con la “lontana” Firenze sono difficoltosi.

È con l’intento di “raccogliere e trasportare i feriti e gli infermi sia agli ospedali che al proprio domicilio, prestando loro i primi soccorsi d’urgenza; per prestare opera di soccorso in caso di pubblica e privata calamità” che nasce la Pubblica Assistenza Humanitas. Un gruppo di cittadini sente forte infatti la necessità di una forma di solidarismo che, in mancanza di valide risposte istituzionali, sia riferimento immediato per chi ha bisogno di soccorso sanitario in caso di malattia o di infortunio sul lavoro.

Il primo Presidente della “Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas” è l’avvocato Dioniso Martinati. Le risorse sono limitate ma la solidarietà fra i lavoratori è forte: ci si basa sulle quote associative e le offerte per garantire lo sviluppo della Pubblica Assistenza, e per darle una sede adatta, i cui locali vengono donati dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, insieme alle prime semplici attrezzature di soccorso.

FINALMENTE UNA SEDE

La vita della Pubblica Assistenza si svolge nel contesto di quei primi anni del ‘900 caratterizzati, in Italia come in altri paesi del mondo, dall’apparizione delle masse lavoratrici (operai e braccianti) sulla scena politica.

Durante l’avvento del Fascismo la P.A. Humanitas è guidata dal Cav. Amedeo Benini, piccolo imprenditore nel campo dell’arte, che ha ben compreso le intenzioni del regime fascista nei confronti dell’associazionismo laico e di sinistra: requisirne i locali, sciogliere gli organi liberamente eletti, assumerne il controllo in forma diretta o indiretta. Per la sede la soluzione arriva inaspettata intorno al 1923-24, grazie alla generosità del Marchese Migliore Torrigiani, il quale fa dono di una vasta area di terreno affinchè su di essa si possa edificare una casa di riposo per anziani. Il Presidente Benini ha ben preciso il fine a cui è destinata l’area donata, ma si rende conto che il terreno è abbastanza vasto per consentire anche la realizzazione di una Sede per l’Associazione. Così il 24 giugno 1924 viene posta la prima pietra, e la realizzazione della sede si concretizza grazie al lavoro dei volontari. Tutti comprendono l’importanza di avere un luogo dove ritrovarsi, giovani e anziani, pronti a rispondere a qualsiasi chiamata, ma anche un posto per incontrarsi e fare amicizia, un luogo che sia espressione di una coscienza popolare e di una volontà di autorganizzazione dal basso.

 IL PERIODO DEL FASCISMO.

Nonostante la recente posa della prima pietra le nubi all’orizzonte per la giovane associazione non mancano; infatti il Fascismo con il R.D.L. n.84 del 1930 impone che tutte le associazioni di volontariato, espressione dell’impegno delle comunità locali e dei propri soci, vengano incorporate dalla CRI. Pur di non far morire una realtà come quella dell’Humanitas, il Cav. Benini decide di scendere a compromessi, soprattutto a livello formale, cambiando il nome con quello di “Partito Nazionale Fascista Sezione Assistenziale Humanitas Scandicci”. Una difficoltà che il Partito Fascista non può superare per l’esproprio del patrimonio immobiliare è rappresentata dal fatto che l’area dove sorge la sede risulta di proprietà, tramite donazione, di privati cittadini. Così l’Humanitas può sopravvivere, e nonostante i tempi bui che il paese si trova ad affrontare, l’attività della Pubblica Assistenza prosegue: i volontari si alternano giorno e notte a dare una mano a che in quel momento sta soffrendo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’8 settembre 1943, anche Scandicci subisce la violenza dei nazisti in ritirata, che uccideranno sette concittadini. Il 4 agosto 1944 Scandicci viene finalmente liberata.

L’ESPERIENZA DELLA PUBBLICA ASSISTENZA SI CONSOLIDA

La rinascita economica e sociale che si realizza in Italia intorno agli anno ’60 costituisce terreno fertile per le iniziative di volontariato che erano state soffocate nel periodo bellico.

La nostra Associazione arriva a festeggiare il suo anniversario, nel 1957, mostrando gli elementi di una struttura e un’organizzazione efficienti, con un parco mezzi fornito e tre ambulatori medici dove sono presenti ben 11 branche specialistiche. In questi anni viene cambiata anche la ragione sociale dell’Humanitas, che diventa così una Società di Mutuo Soccorso, e si iniziano a definire le attività della Pubblica Assistenza: dal servizio di assistenza, sanitaria e sociale, alla Protezione Civile, fino ad arrivare al servizio di Onoranze Funebri.

Esaminando le varie attività dell’associazione, sempre più ci si rende conto di quanti siano i problemi legati alla sanità e le forme possibili di solidarietà operativamente attuabili: i volontari, nella loro spinta di altruismo, si rendono conto che a Scandicci manca una realtà capace di promuovere la donazione del sangue tra la popolazione e di organizzare la raccolta; così l’11 dicembre 1960 viene fondata la Sezione comunale dell’AVIS di Scandicci. La Sezione ha da allora la propria sede nei locali dell’associazione.

Sul piano della modernizzazione dei servizi, un’importante novità viene introdotta sulle ambulanze intorno alla metà degli anni ’60: la P.A. Humanitas è infatti la prima in Italia a dotare i propri mezzi del radiotelefono, strumento indispensabile per rendere più rapidi ed efficienti gli interventi di primo soccorso, dirottando rapidamente un mezzo sul luogo della chiamata senza che esso debba tornare in sede.

Nel mese di giugno del 1975, dopo una lunga fase preparatoria, prende avvio il Servizio di Emergenza con medico a bordo: il servizio è il primo del genere attivato in Toscana e l’unico, sul territorio nazionale, nato per iniziativa di una Pubblica Assistenza.

Negli anni ’80 l’Associazione cresce e si sviluppa sempre di più e, come era successo in occasione dell’apertura della Sezione di San Vincenzo a Torri, non trascura di decentrare e potenziare la propria presenza sul territorio. Nasce così a Badia a Settimo, il 12 giugno 1989, la Sezione Zona Industriale della Pubblica Assistenza.