venerdì 22 settembre 2017
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Morbillo, +230% in Italia da gennaio 2017. Lorenzin: “Troppi genitori rifiutano la vaccinazione”

IL MORBILLO, che si credeva ormai debellato grazie alle vaccinazioni, torna a destare preoccupazione in Italia. Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento del numero di casi, che sono più che triplicati: a fronte degli 844 persone colpite dalla patologia nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%. L’allarme arriva dal ministero della Salute che ricorda che il problema è collegato al calo di vaccinazioni.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni. Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari. Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, spiega il ministero, a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

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Un vaccino gratuito. “Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”. “E’ ora indispensabile – ha precisato il ministro – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinchè non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”. “Il ministero – ha concluso Lorenzin – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

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“Si diffonde rapidamente”. Gli esperti che da tempo combattono con il fronte anti-vaccini e con i dubbi delle famiglie in materia, non si stupiscono per l’aumento dei casi di morbillo. Il ritorno di una malattia che sembrava dimenticata non è una sorpresa.  “Ce lo dovevamo aspettare. Dopo i dati che indicavano il calo delle vaccinazioni sotto la soglia di sicurezza – ha spiegato Giovanni Maga, virologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) – dovevamo aspettarci che quello era solo il primo segnale che ci sarebbe stato presto o tardi una nuova fiammata epidemica”. Il virus come quello del morbillo (Paramyxovirus) è estremamente veloce nel diffondersi. “Ha un tasso di contagiosità quattro volte più elevato di quello dell’influenza – spiega Maga – è normale vedere questi tassi di incremento così rapidi”.

“Serve un vaccino obbligatorio”. La diffidenza verso questa immunizzazione risale al 1998, quando il medico britannico, Andrew Wakefield, pubblicò una ricerca in cui sosteneva che esistese un rischio autismo per i bambini che venivano vaccinati con il vaccino trivalente. Anche se in seguito ammise di aver falsificato i dati, quell’episodio ha dato il via a un vasto fronte di opinione pubblica da sempre diffidente nei confronti dei vaccini in particolare. “Se il livello di vaccinazione scende sotto una certa soglia – ha detto ancora Maga – che è quella del 95 per cento è difficile contenere la diffusione del virus, soprattutto all’interno di settori della popolazione ben definiti. Negli ultimi anni “si è diffusa e consolidata una certa resistenza contro la vaccinazione da parte dei genitori dei bambini in età scolare che, a loro volta sono scoperti dalla vaccinazione. Così il virus passa, attraverso le famiglie dalle scuole ai luoghi di lavoro e nel breve giro di una settimana è in grado di diffondersi in una intera città”. A non funzionare, secondo Maga, il sistema attuale della “vaccinazione consigliata e gratuita. E’ arrivato il momento di avviare sul punto una discussione molto seria. Serve la vaccinazione obbligatoria”.

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La patologia. Per gli esperti il problema dunque non va sottovalutato. Anche perché si tratta di una malattia che può avere complicanze e mettere a rischio anche la vita. Colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio. E se è vero che in genere non ha sintomi gravi (provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina, e dura tra i 10 e i 20 giorni), in alcuni casi può essere addirittura fatale. Secondo l’Istituto supeiore di sanità, il morbillo è responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Bambini ricoverati. “La situazione è estremamente preoccupante, solo nel nostro ospedale abbiamo diversi bambini sotto l’anno di età ricoverati per il morbillo, e abbiamo avuto addirittura dei lattanti contagiati magari dal fratellino. C’è stato già anche un caso di panencefalite sclerosante, una delle complicanze più gravi della malattia”, spiega Alberto Villani, che dirige il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatria. Anche per Villani la responsabilità della situazione va collegata al calo di vaccinazioni.  “Quello che si è sempre temuto si sta verificando. Con questo atteggiamento nei confronti delle vaccinazioni mettiamo a rischio soprattutto i più piccoli, quelli che non hanno l’età o non possono vaccinarsi. Il morbillo è una malattia pericolosa, in un caso su mille dà encefalite, in uno su diecimila porta alla morte. Le Regioni devono interrogarsi sulle proprie responsabilità, e sbrigarsi a mettere in atto il piano vaccinale”.

“Rischiamo anche polio e difterite”. Una diffidenza verso i vaccini che fa temere la diffusione anche di altre malattie. Per il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, “la prima preoccupazione è per la difterite” perché ci sono stati casi mortali in Belgio e in Spagna. “In Italia ci sono stati due contatti, fortunatamente neutralizzati, ma potevano infettare un bambino non vaccinato. L’altra grande preoccupazione è la poliomielite. E’ una malattia che noi non vediamo da tanti anni, ma che ha avuto dei casi in alcuni paesi lontani ma non tanto, come l’Ucraina, l’Albania, la Siria. Per non parlare del tetano per il quale abbiamo il record negativo di mortalità in Europa”.

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