venerdì 22 settembre 2017
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Terremoto e minori: il decalogo per affrontare la paura delle scosse

Fonte: www.redattoresociale.it

Il progetto della coopertiva Delta Project: 180 bambini di Castel di Lama frequentano i corsi divisi per classi ed età, in 140 hanno risposto al questionario. E dagli psicologi ecco un decalogo per sostenere i genitori

Ripartire dal terremoto per allacciare legami di amicizia più profondi, imparare a essere solidali con chi ci è vicino e riuscire ad affrontare insieme gli eventi negativi. E’ uno dei punti di forza e in evidenza nel decalogo consegnato ai genitori dei bambini di Castel di Lama (Ascoli Piceno), coinvolti nel percorso di intervento per l’elaborazione, la gestione e il superamento del disagio, dello stress e dell’ansia che la paura del terremoto ha prodotto nei piccoli studenti delle elementari.
Il progetto è promosso da un team di esperti della cooperativa Delta Project, coordinati dalla psicologa Marisa Barletta, specializzata in psicologia negli interventi traumatici, con il sostegno del Comune e dell’assessore Laura Gigli.

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“Attraverso la scuola – spiega Marisa Barletta – abbiamo consegnato ai bambini un questionario che hanno compilato con l’aiuto delle insegnanti, per capire quali fossero i disagi vissuti a causa del terremoto e in che percentuale fossero presenti. Sulla base dei risultati abbiamo calibrato gli interventi che stiamo mettendo in campo”.
140 i bambini che hanno risposto al questionario, 180 quelli che partecipano ai corsi iniziati a dicembre e che si concluderanno a marzo. Le lezioni, divise in 20 corsi, accolgono i piccoli studenti distribuiti per classi ed età. Gli appuntamenti con gli esperti hanno cadenza settimanale e prevedono l’uso di strumenti audiovisivi, role play e diverse tecniche di gioco.

I consigli degli esperti. “Ascoltare attentamente i bambini – scrive la psicologa nel decalogo destinato ai genitori -: è importante cercare di capire qual è la percezione dell’evento che i bambini hanno riportato. Cercare di metterli a loro agio, affinché possano parlare e raccontare anche le loro paure, farli esprimere senza mostrare eccessiva preoccupazione, cercare in tutti i modi di tranquillizzarli. Evitare il più possibile che vedano eventi traumatizzanti in tv. Tranquillizzarli dando loro un sostegno psicologico:per rasserenarli è sufficiente parlare con calma, mostrandosi tranquilli, spiegando loro tutto ciò che si sta facendo per proteggerli. E’ importante che i bambini si sentano il più possibile al sicuro con gli adulti.
Essere pronti ad affrontare le più svariate situazioni: i bambini possono avere reazioni di diverso tipo. A seconda dell’età, del carattere, delle condizioni psico-emotive, specialmente i più piccoli sono molto influenzati dalle reazioni dei genitori. Quelli che sono nella fase preadolescenziale hanno maggiori strumenti per gestire e razionalizzare le loro paure. Tuttavia anche loro hanno bisogno di comprensione e supporto affettivo da parte degli adulti.
Accettare l’aiuto degli esperti e prestare attenzione a ogni cambiamento significativo nelle abitudini del proprio figlio. I cambiamenti – prosegue la psicologa – possono manifestarsi con disturbi della sfera del sonno, della nutrizione, della concentrazione, dell’umore. In questi casi è bene rivolgersi a persone specializzate”.

“Dedicare molto tempo e attenzione ai propri bambini in queste circostanze – continua -. E’ di fondamentale importanza trovare il tempo per intrattenersi con loro nel parlare, nel giocare e in particolare nel saperli ascoltare. Può essere utile leggere insieme delle fiabe ed essere presenti quando si addormentano. Aiutare il bambino a ritornare alle normale abitudini, cercando di ripristinare i ritmi quotidiani, abituali. Essere un modello: i genitori rappresentano un modello al quale i bambini tendono a uniformarsi. Se si mostrano eccessivamente agitati, preoccupati, nervosi, il bambino ne riceverà un cattivo esempio che tenderà a imitare”.
Imparare dall’emergenza: trarre profitto anche dall’evento negativo. “Può essere molto utile per il bambino se i genitori riescono a fargli capire che anche gli eventi negativi fanno parte della vita e che è bene imparare a sapersi comportare e ad aiutarsi l’un l’altro anche e soprattutto in situazioni difficili.Incoraggiare i bambini ad attivarsi: i piccoli devono imparare che possono collaborare e dare il loro aiuto anche in caso di eventi traumatici. Magari aiutando il nonno, la mamma o il coetaneo in difficoltà”. (Teresa Valiani)

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