mercoledì 22 novembre 2017
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Il cuore sembra funzionare, in realtà non batte: rara patologia, i medici salvano ragazza

Fonte: www.lanazione.it

Il monitor continuava a rilevare l’attività cardiaca, la ragazza era viva, ma sia il cuore che il polso non battevano più. Mentre in sala d’attesa i familiari si disperavano, i sanitari in quel momento presenti al pronto soccorso del Serristori di Figline hanno capito che si trattava di una patologia rara: dissociazione elettromeccanica secondaria a mancanza di volume (shock ipovolemico).

La causa della dissociazione elettromeccanica, cioè attività elettrica senza polso, viene rilevata grazie all’utilizzo dell’ecografia bedside in urgenza, alla quale i medici internisti e d’urgenza sono, ormai da tempo, stati addestrati. In quel momento tutte le altre cause potenzialmente letali vengono escluse (embolia polmonare, tamponamento cardiaco,pneumotorace ipertensivo ecc…) e dai medici sospettata una crisi addisoniana, una rara patologia caratterizzata insufficienza surrenalica (le surreni sono le ghiandole situate sopra i reni e producenti cortisone endogeno essenziale per la vita di ogni persona) successivamente confermata.

Elettro cardiogramma

La ragazza viene trattata direttamente in pronto soccorso per questa malattia e stabilizzata prima di essere trasferita in terapia intensiva, dov’è ancora ricoverata con una prognosi favorevole. La giovane, che ha 34 anni, era stata portata al pronto soccorso del Serristori di notte: la diagnosi iniziale è per arresto cardiaco. Da quindici giorni presentava astenia, pressione bassa; aveva anche effettuato una visita specialistica cardiologica e tutto era risultato nella norma.

Da qualche giorno soffriva di disturbi gastroenterici. Poi di notte l’improvvisa caduta sul pavimento, nella sua abitazione, l’arrivo del 118 e la corsa in ospedale in codice rosso per arresto cardiaco. Le vengono effettuate le manovre di rianimazione da parte del medico d’urgenza insieme a un anestesista, facente parte dell’emergency medical, team attivo durante le ore notturne anche al Serristori.

“Questo caso – ha dichiarato il direttore della medicina interna e del pronto soccorso del Serristori, dottor Andrea Bribani– dimostra come anche in un piccolo ospedale pur sprovvisto delle specialistiche presenti in ospedali più grandi, sia possibile effettuare interventi salvavita e di emergenza avanzati per poi trasferite il paziente nell’ospedale più idoneo per la patologia in atto”.

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