martedì 22 agosto 2017
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Attività fisica per gli anziani, dieci anni di esperienza in Toscana

Fonte: www.redattoresociale.it

Il progetto della Regione rappresenta un valido strumento per contrastare la perdita di autonomia e la fragilità dell’anziano. Attraverso una delibera, definiti meglio i protocolli degli esercizi

L’Afa, Attività fisica adattata, compie dieci anni in Toscana. E celebra l’anniversario aggiornando e definendo meglio i protocolli degli esercizi che in questi anni hanno visto la partecipazione di migliaia di anziani. Lo fa con una delibera presentata dall’assessore a salute, sociale e sport Stefania Saccardi, e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta. La delibera, “Attività fisica adattata: approvazione dei nuovi protocolli di esercizi e indicazioni per lo sviluppo degli interventi per l’invecchiamento attivo della popolazione”, è stata fatta sulla base delle molteplici esperienze realizzate in questi dieci anni in Toscana.

anziani

L’Afa (Attività fisica adattata) si colloca tra gli interventi della sanità d’iniziativa, rivolti prevalentemente alla popolazione anziana, e rappresenta un valido strumento per contrastare la perdita di autonomia e la fragilità dell’anziano. Si tratta di programmi di attività motoria, anche di tipo modificato e di gruppo, non sanitari, che rientrano nel campo della educazione alla salute e della promozione di stili di vita corretti.

“Come Regione siamo molto impegnati nella sanità di iniziativa – dice l’assessore Stefania Saccardi – E anche l’Afa rientra tra gli interventi di sanità di iniziativa. Facendo attività motoria opportunamente studiata e organizzata, gli anziani riescono a prevenire l’insorgere o l’aggravarsi delle malattie. Anche l’opportunità di fare queste attività in gruppo è di grande aiuto psicologico. In questi anni sono migliaia gli anziani che hanno tratto beneficio da questa attività, ed è nostra ferma intenzione mantenerla e renderla sempre più efficace”.

Con la delibera, la giunta regionale si impegna ad effettuare una puntuale verifica relativa alle modalità di accesso ai percorsi (il coordinamento è affidato alle aziende sanitarie), ad effettuare una rivalutazione ed eventuale ridefinizione del ruolo degli erogatori (pubblici e privati) e a programmare una strutturazione delle iniziative di formazione per gli istruttori, collegandosi ad altre iniziative formative regionali. Vengono date inoltre indicazioni ai competenti settori della Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, per mettere in atto le iniziative necessarie a creare collaborazioni e sinergie con altri interventi analoghi, in particolare quelli sviluppati a livello europeo, nel campo dell’invecchiamento attivo e della presa in carico delle persone anziane in situazioni di cronicità.

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