lunedì 24 luglio 2017
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Perché rischiare?

di Fabrizio Pregliasco, Fonte: www.lettera43.it

Nella vita è importante sapersi proteggere, sia da eventi improvvisi che da quelli attesi, come l’influenza

La cronaca di queste settimane ce lo ha ricordato fin troppo bene: nella vita è importanti sapersi proteggere. Ci sono eventi improvvisi, come terremoti o alluvioni, i cui danni si possono mitigare prendendo delle precauzioni: case costruite secondo criteri antisismici, argini di fiumi rinforzati, terreni preservati nelle loro caratteristiche. Ma anche piccoli accorgimenti nella vita di tutti i giorni, come fissare mobili e librerie alle pareti, sgombrare le vie d’uscita d’emergenza, tenere a portata di mano lo stretto indispensabile.

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Ecco perché Anpas (l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e la Protezione Civile hanno dato vita alla campagna “Io non rischio”: l’esposizione individuale ai rischi naturali, infatti, può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti.

Ma in questi giorni inizia anche la stagione dell’influenza, un altro degli eventi da cui ci si può proteggere, ben più che dal terremoto, in quanto l’influenza è un evento atteso, verso il quale possiamo preparare una difesa davvero efficace. Che senso ha, allora, rinunciare alla protezione sicura e garantita dal vaccino? Perché rischiare? Soprattutto per chi è fragile, per esempio gli anziani che soffrono di altre malattie, correre il rischio di infettarsi con un virus influenzale è davvero pericoloso. Secondo un’indagine promossa da Assosalute su un campione di 1000 italiani, effettivamente al crescere dell’età corrisponde anche un aumento del numero delle precauzioni adottate per prevenire l’influenza (come coprirsi bene, lavarsi spesso le mani, evitare i luoghi affollati ecc…) e in particolare aumenta la quota di chi ricorre al vaccino (il 40%). Aumenta ma non ancora abbastanza: malgrado la vaccinazione venga raccomandata e offerta gratuitamente agli anziani e a tutte le categorie a rischio, l’anno scorso solo il 50% di quanti potevano farlo (over 65 in primis) si è vaccinato. Secondo le indicazioni dell’OMS la percentuale dovrebbe essere superiore al 75% e anche il Ministero della Salute fissa allo stesso livello l’obiettivo minimo di copertura degli anziani.

E allora, proprio come ci diamo da fare per mettere in sicurezza la nostra casa, e insegniamo a bambini e anziani come proteggersi dai pericoli, pensiamo alla vaccinazione come ombrello sotto il quale riuscire a evitare o almeno a mitigare gli effetti dell’influenza di stagione.

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