lunedì 20 novembre 2017
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Naufragio al largo di Lampedusa, i morti sono 239. Almeno sei bambini fra le vittime

Fonte: http://palermo.repubblica.it

Il bilancio è stato possibile grazie ai racconti dei sopravvisuti arrivati sull’isola. Almeno un centinaio i dispersi. Due feriti gravi trasferiti in elicottero a Palermo. La sindaca Nicolini: “E’ un genocidio, subito i corridoi umanitari”.

I sopravvissuti confermano le preoccupazioni: potrebbero essere 239 le vittime del naufragio di ieri, a 25 miglia a Nord della costa libica. I 29 superstiti sono arrivati nella notte a Lampedusa e ai soccorritori hanno raccontato che sull’imbarcazione, partita dalle vicinanze di Tripoli, ci sarebbero state circa 300 persone. Al momento le salme recuperate sono 12. Tra i 239 dispersi, spiega Carlotta Sami di Unhcr su Twitter, ci sono “almeno 6 bambini”. Questi due nuovi naufragi “portano a 4.220 il numero di coloro che sono morti per cercare salvezza nell’Unione Europea”. La soluzione “si conosce ma non viene applicata: vie legali per le migrazioni e l’asilo”.

naufragio
Tra i sopravvissuti, in prevalenza provenienti dalla Guinea, anche una persona con gravi ustioni. I 239 migranti morti in due nuovi naufragi al largo delle coste della Libia sono stati confermati da Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, agenzia dell’Onu per i rifugiati, citando due sopravvissuti arrivati sull’isola di Lampedusa. I dispersi sarebbero almeno un centinaio. Il gommone su cui viaggiavano i migranti si sarebbe capovolto, a causa del mare forza quattro. Sul posto, ieri, sono intervenute 5 navi, tra cui una di Save the Children, coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma.
 
Sono stati trasferiti con l’elisoccorso a Palermo due dei 29 sopravvissuti al naufragio di ieri davanti alle coste libiche, giunti in nottata a Lampedusa. Uno dei feriti ha gravi ustioni, un altro ha avuto attacchi epilettici ed è stato intubato prima del trasferimento. “stanotte – dice il dottor Pietro Bartòlo, responsabile del poliambulatorio dell’isola, c’era una donna che mostrava la foto di un bimbo che viaggiava con lei e che è tra i dispersi. Una scena straziante”. “Non è più possibile assistere a queste tragedie senza pensare di cambiare metodo e strategia sul fenomeno dei migranti. Sappiamo che per quanto efficiente possa essere la macchina dei soccorsi, la gente continua a morire con una frequenza insopportabile”.

“Basta con queste stragi, rischiamo un genocidio vero e proprio. Bisogna subito avviare i corridoi umanitari, altrimenti non finiremo mai di contare morti”. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, reduce dall’incontro alla Casa Bianca dove è andata con il premier Matteo Renzi, è appena tornata dall’hotspot di Lampedusa e dalla Guardia medica, dove sono ricoverati alcuni dei 29 superstiti dell’ultima strage in mare. I migranti si trovavano su due gommoni, su uno c’erano 138 persone e sul secondo 140, i morti sono complessivamente, secondo il racconto dei superstiti almeno 249. Tra loro un bambino di due anni.

“E’ una strage continua – dice Nicolini – Ho incontrato alcuni superstiti che sono ancora sconvolti da quanto accaduto. Delle donne hanno anche subito delle violenze fisiche”. “Servono strumenti legislativi adeguati – dice Giusi Nicolini – E poi pensiamo a queste persone che arrivano a Goro e vengono rifiutati. Incredibile”.

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