sabato 19 agosto 2017
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Alluvione di Firenze, il racconto di Rolando Noferini, autista di Pubblica Assistenza

Fonte: www.anpas.org

«Nella notte dal 3 al 4 novembre il picchetto di notte ebbe sentore della minaccia che si profilava per la piena dell’Arno». Inizia così la relazione delle attività dei volontari della Fratellanza Militare di Firenze sulle attività svolte dall’associazione durante l’alluvione del 4 novembre 1966. Durante l’emergenza i 74 “militi” che in 72 ore che  in quelle giornate risposero con «slancio, abnegazione, senza risparmio». Allestirono tre postazioni di pronto soccorso in città (Gavignana, Piazza Pitti e Piazza Duomo) con quella «caratteristica di silenziosa dedizione al bene del prossimo cui si ispira l’opera delle Pubbliche Assistenze d’Italia».

I documenti selezionati dal nostro archivio storico riportano la drammatica cronostoria degli interventi svolti dalla Compagnia di pubblica assistenza Fratellanza Militare di Firenze nelle giornate successive all’evento del 4 novembre 1966 e che, avendo sede in piazza Santa Maria Novella, fu a sua volta duramente colpita dall’alluvione. In una relazione si elencano in dettaglio i servizi prestati dagli smassatori: «Due ambulanze non poterono rientrare in sede; delle rimanenti, una fu portata sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Novella e di qui, passo passo, arretrando davanti all’acqua, fu fatta salire fino al piano dell’altar maggiore».

Ad essa è allegata una lettera d’encomio della Questura di Firenze «per la messa a disposizione delle tre ambulanze salvate dalle acque e per i servizi prestati da numerosissimi militi per il soccorso».

L'alluvione di Firenze e la pubblica Assistenza di Pontassieve

In un successivo rapporto della Federazione nazionale delle associazioni di pubblica assistenza e soccorso ai ministeri del 18 febbraio 1967, a firma dell’allora presidente Acrisio Bianchini, si elencano i danni subiti dalle pubbliche assistenze, l’opera da essi compiuta e l’organizzazione di una vasta raccolta di aiuti. 

Questa mobilitazione, che ha coinvolto anche pubbliche assistenze di altre regioni, verrà ricordata come antesignana dell’organizzazione di quei servizi di protezione civile che circa venti anni dopo verranno formalizzate appieno e avranno riconoscimento istituzionale.

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